CANTIERE CREATIVO

PER LA NEW MEDIA ART

In teatro si dice che il vero senso di un lavoro che fai ti viene a cercare solo dopo averlo finito, dopo la prima, o all’ultima replica, giorni e giorni dopo. E più passa tempo e più si stratificano tutte quelle cose che ti servono per “vedere” quello che hai fatto.

Durante il lavoro, mente e corpo sono totalmente assorbiti dal processo di produzione ed elaborazione, dal desiderio di riuscire, dall’ansia di fallire. Ogni energia è impiegata nella genesi, in un percorso faticoso..pieno di brillanti intuizioni e di pericoli.

Il concept di Insectione nasce almeno tre anni fa, in linea con la vocazione di mald’è, progetto che mette in relazioni le arti sceniche e quelle visive. In questi tre anni è stata forse l’unica cosa ferma, costante della mia esistenza, insieme a tutti gli altri progetti scritti. Ci vuole molta fede, e volontà: restare fermi su un’idea nonostante i cambiamenti e gli abbandoni, le persone che entrano ed escono dalla tua vita.

Quando sono venuta a Milano, dopo la prima fase di programmazione napoletana, sapevo che il lavoro sarebbe molto cresciuto, una veste nuova per la grafica e la programmazione.
Seguendo il lavoro di Tommaso, Davide, e di Manuel sono stata catturata dal processo di programmazione lungo e “scientifico”. Ogni processo creativo dovrebbe averne uno, o almeno la possibilità di avere un tempo e uno spazio a disposizione per la ricerca.
Pure Data e Processing hanno permesso ai miei insetti di muoversi in maniera fluida, quasi naturale, il tracciamento con la webcam permette allo spettatore di entrare ed interagire con l’installazione.
Il primo obiettivo (l’installazione) è stato raggiunto poco prima di una settimana dal vernissage, con relativi imprevisti; ma quello che mi premeva e che ancora mi preme è l’utilizzo di queste tecnologie all’interno di uno spettacolo dal vivo: i corpi interattivi immateriali e l’attore, in relazione in un circuito aperto.
In pochi giorni, con i ragazzi, abbiamo quindi pensato e poi montato una serie di azioni, una performance, una dimostrazione di lavoro tra corpo reale e corpi immateriali.

Il risultato è stato sorprendente oltre che divertente, e lascia spazio ad infinite possibilità di relazione e creazione.
Un corpo video (ora insetto, ma a quello si potrebbe sostituire qualunque altra cosa) sta dentro ad uno spettacolo e “agisce” o meglio risponde (quasi) come un corpo reale.
Immagino questo tipo di lavoro in uno spettacolo dal vivo classico, all’interno di un teatro di parola anche, dove la tecnologia non altera nulla circa la natura profonda del teatro, ma può potenziare, con le sue infinite possibilità di visione, la sintesi dei linguaggi di scena.

Volevo ringraziare le ragazze della Fondazione D’ars, perchè conoscono e sanno far bene, senza orpelli, il proprio lavoro, volevo ringraziare il genio multiforme di Tommaso, e il talento scientifico di Davide, la simpatia di Manuel.
Vorrei che non finisse qui.

Più di 100 persone c’erano al vernissage di Insectione, ho dovuto replicare la performance tre volte per permetterne la visione a tutti gli spettatori giunti e curiosi. :)
Un segnale positivo, finalmente, in mezzo a tanta crisi della rappresentazione, dello spettacolo e della cultura…
Non sarà, forse, giunto il momento di investire realmente nei nuovi linguaggi?
Creare per questi dei percorsi più stabili, meno episodici, INVESTIRE SOLDI TEMPO FIDUCIA ED ENERGIE, per permettere a questi sogni di diventare realtà, condivise e condivisibili?!!

Matilde De Feo

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